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gennaio 07, 2020 - The Bridge

THE BRIDGE Firenze - Una storia di pelle: un amore iniziato 50 anni fa

The Bridge racconta una storia lunga 50 anni. Sin dal 1969, infatti,il cuoio diventa la cifra distintiva del marchio toscano, grazie alla lavorazione attenta ed esclusiva a partire dalla prima fase della concia. Quest’ultima, infatti, è realizzata secondo l’antica tradizione della bottega fiorentina, con tannini vegetali, tinture e ingrassi animali. I colori, eco-friendly e metal free, vengono stesi pazientemente e manualmente con panni di lana, proprio per regalare al pellame una patina trasparente e raffinata, esaltata dalla lucidatura finale con rulli d’ambra. Tutto fatto a mano, con pazienza e costanza, come un tempo.

Le collezioni presentate al Pitti hanno un’anima un po’ grunge e un po’ retrò sempre con un occhio ai dettagli ricercati e lavorazione artigianale e tipica della selleria toscana.

L’uomo #thebridge, infatti, non ama gli stereotipi e in merito allo stile fa scelte non convenzionali e soprattutto sceglie accessori dal fascino vissuto.

Le forme degli zaini sono stondate con cuciture a vista, la silhouette è sottile e dalle linee pulite. Gli spallacci in pelle sono regolabili e le zip, in color canna di fucile. 

Le collezioni non evocano solo una #moda, ma un vero e proprio stile di vita: libero, vitale, nomade ed ecologico. Gli estimatori del marchio toscano cercano nel passato quello che si è perso nel presente: originalità, unicità, cura del dettaglio. Valori che gli #accessori #thebridge garantiscono e ai quali si ispirano.

«La bellezza del brand è che, nonostante tutti i cambiamenti avvenuti in questi anni, è un’azienda ancora straordinariamente simile a se stessa», racconta Marco Palmieri, presidente e CEO di Piquadro, che oggi comprende anche #thebridge e Lancel. «Il pellame, pregiatissimo, che utilizziamo oggi è lo stesso del 1969. Addirittura, è la stessa conceria a produrle. Inoltre - continua Palmieri - #thebridge è un marchio etico, e non solo perché la sostenibilità è la grande tendenza del momento ma perché i materiali e i loro trattamenti sono ovviamente naturali, e non solo la pelle (vegetale): la fodera di ogni modello, per esempio, è in cotone. E per chiudere il cerchio abbiamo fatto un accordo con una startup, VINTAG: si tratta di un marketplace dedicato al vintage di qualità. Lo scopo è quello di sottolineare l’importanza dell’economia circolare. L’esigenza di raccontare il DNA del brand risponde alla personalità del nostro target: il pubblico più giovane è decisamente sensibile all’argomento, e si aspetta che ogni brand sia consapevole dell’impatto della sua filiera».

THE BRIDGE: I PRIMI 50 ANNI

ABethel, una piccola città rurale nello stato di New York, nell’agosto del 1969, all'apice della diffusione della cultura hippie, si tieneuno dei più grandi raduni musicali e culturali di tutti i tempi–Woodstock.E sempre nel 1969 affonda le sue radici a Scandicci, nei dintorni di #Firenze, la storia di #thebridge.

In pieno fermento culturale e sociale, con tanti sogni e progetti nel cassetto, cinque soci-artigiani prendono in affitto un piccolo laboratorio dove, con un bagaglio di esperienza artigianale, molta passione, filo, aghi, bulini e trincetti, danno vita alle prime cartelle da uomo morbide, scuotendo il mercato delle borse per professionisti che, fino a quel momento, erano rigorosamente rigide.

La piccola impresa, battezzata successivamente il Ponte Pelletteria Spa, si distingue innanzitutto per l’uso di un materiale pregiatissimo, il cuoio pieno fiore (ossia la parte centrale della pelle, dalla grana uniforme priva di graffi e imperfezioni selezionata accuratamente) e di lavorazioni preziose e uniche, tipicamente toscane.

Il nome inglese The Bridge – in omaggio a Ponte a Greve, un paesino che fa da collegamento tra Scandicci e #Firenze, culla della cultura e dell’artigianato toscano – viene poi adottato nel 1975, in omaggio alla cultura pop inglese imperante in quegli anni.

In seguito, negli anni ’70, e soprattutto negli anni ‘80 e ’90, il marchio esplode: avvocati, commercialisti, politici ma anche donne in carriera attratte da #accessori resistenti e dal gusto classico, iniziano ad amare le tracolle e soprattutto le cartelle portadocumenti, veri must-have che vengono regalati soprattutto in occasione di lauree.

Anche le famose doctor-bag, i bauletti da dottore dalle lunghe chiusure a cerniera, diventano iconiche.

Il successo di questi #accessori (che conta migliaia di pezzi) esplode in Italia ma anche e soprattutto nel Regno Unito e in Germania, dove il concetto di robustezza e durevolezza è particolarmente ricercato.

Oggi le borse #thebridge continuano ad affascinare e a fare innamorare. Le atmosfere vintage ma anche un po’ grungedelle collezioni le rendono amate dai numerosissimi cultori del genere.

Gli #accessori #thebridge – con il loro sapore retròe al tempo stesso contemporaneo – rappresentano, quindi, i riferimenti ideali ed estetici di un pubblico eterogeneo ed estremamente attento: dai giovani bohémien metropolitani agli appassionati del vintage, dai liberi professionisti a chi – anche in viaggio – non vuole rinunciare all’eleganza. Da chi acquista con disinvoltura prodotti di lusso e di alta qualità a chi, magari in occasione di un evento speciale, sceglie un accessorio “per la vita”.

50 ANNI DI ECCELLENZA ARTIGIANALE

Ma qual è l’heritage di The Bridge? Sicuramente una miscela di materiali eccellenti e lavorazioni sapienti, che ha radici nel mondo dell’artigianato e della tradizione conciaria toscana.

Il processo che porta dal cuoio alla #borsa è molto complesso e delicato.

Ogni fase della concia (se ne contano in tutto cinque) segue i processi tipici delle botteghe artigiane: il risultato è un cuoio morbido ed elastico, al quale il tempo regala un fascino vissuto e inconfondibile, vero e proprio tratto distintivo dei prodotti delle collezioni #thebridge.

LA CONCIA

I FASE: AMMOLLATURA

Le pelli con ancora il pelo vengono inserite nel bottale con dell’acqua. Sottoposte a due cicli, della durata di circa 6 ore, vengono ammorbidite per prepararle a ricevere la conciatura, aprendone i pori. Grazie poi ad alcune sostanze inserite nei bottali, le pelli raggiungono un livello di PH neutro adatto a farle diventare come spugne pronte ad assorbire i tannini, sostanze assolutamente naturali e metal free.

II FASE: CONCIATURA

Dopo che le pelli sono state scolate e lasciate nel bottale, vengono nuovamente aggiunti acquae tannini naturali – sostanze contenute nelle piante, neilegni e nelle cortecce degli alberi – che trasformano la pelle in cuoio, preservandola dai processi di degradazione e garantendone durevolezza, elasticità e resistenza.

III FASE: LA PRESSATURA

Finito il processo della conciatura, le pelli vengono tolte dal bottale e passate sotto una pressa, dove si riesce a togliere parte dell’acqua e dei liquidi assorbiti nelle fasi precedenti. Dopo la rasatura – cioè una livellatura, per renderle più omogenee – le pelli vengono ingrassate con prodotti e olii naturali per garantirne morbidezza ed elasticità.

IV FASE: L’ASCIUGATURA

Dopo l’ingrasso le pelli devono essere private dell’acqua e degli altri liquidi assorbiti nelle fasi precedenti; vengono così “spremute” sotto dei rulli. Infine le pelli vengono asciugate sospese all’aria.

V FASE: RIFINIZIONE

In questa fase si nobilita l’aspetto del cuoio. Le pelli vengono inserite in un macchinario per essere stese ed ammorbidite. Pronte per essere spaccate, cioè tagliate per raggiungere lo spessore richiesto, 1.3 mm, le pelli vengono infine tamponate a mano con straccio imbevuto di colore. Dopo aver effettuato altri passaggi per ammorbidire ulteriormente la pelle e ridistenderla, si passa all’ultima fase della lavorazione del cuoio: la lucidatura con rulli di ambra per conferirgli lucidità e trasparenza, tipica del cuoio.

COME NASCE UNA #borsa THE BRIDGE

Ogni #borsa #thebridge è il prodotto autentico della grande tradizione della pellettiera toscana che col tempo si trasforma in qualcosa di personale, vissuto, inimitabile.

La lavorazione avviene secondo le più rigorose tecniche artigiane.

Le pelli arrivano nel laboratorio e il tagliatore:

  • Visiona e seleziona accuratamente le pelli in modo da scegliere solo quelle perfette e senza graffi. La tecnica utilizzata è quella del “taglio vivo” che fa sì che il prodotto non abbia rimbocchi e il fianco della pelle tagliata resti visibile. Grande attenzione e cura è posta nell’esecuzione di questa tecnica in modo da rendere la rifinitura del prodotto uno degli aspetti più caratteristici delle borse.
  • Procede con il “piazzamento”, decide cioè come suddividere la pelle, ossia quale parte dedicare a ogni cartamodello (quadro anteriore, patta, ecc…) realizzato da un software (CAD) che riproduce il disegno dello stilista. Durante la selezione il tagliatore fa attenzione affinché le rughe naturali della pelle siano verticali e ben visibili in modo che conferiscano movimento, unicità e carattere alla #borsa.
  • “Taglia” la pelle. A questo punto le parti di pelle tagliate vengono passate nella scarnitrice per ottenere lo spessore voluto, poiché alcune parti, per poter essere assemblate e cucite, devono essere più morbide e altre più rigide.
  • Assembla manualmente. Si cuciono le parti per garantire una maggiore durevolezza ai prodotti, utilizzando solo fili di poliestere ritorti e indistruttibili.Per la cucitura esterna si utilizza la tecnica del marcapunto ripresa dal mondo della selleria, che enfatizzare la cucitura e definisce il disegno.
  • Passa alle costole, cioè i bordi della #borsa. Per renderle resistenti e durevoli vengono effettuate ben quattro fasi: lissatura, coloritura, spazzolatura e ricoloritura.
  • Inserisce la fodera, incollandola e cucendola nella struttura della borsa (il guscio).
  • È il momento del controllo qualità, per evitare qualsiasi imperfezione.

Le venature e le imperfezioni del cuoio conferiscono alle borse un aspetto volutamente vissuto. Ogni #borsa è, infatti, unica e inimitabile. Per la vita.